L´apparecchiatura è stata donata dall´Adoces Verona al dipartimento di Medicina nucleare di Elisa Innocenti.

È una «cappa» per creare un farmaco specifico in grado di colpire solo le cellule tumorali nel sangue

Giornale L’Arena venerdì 18 maggio 2012 CRONACA, pagina 19

Grazie alla solidarietà, l´Azienda ospedaliera ha compiuto un passo in avanti nella possibilità di cura per i malati di linfoma.
L´Admor, Associazione donatori midollo osseo e ricerca, ha regalato al dipartimento di Medicina nucleare di Borgo Trento un nuovo macchinario, senza il quale le più moderne attività di terapia verso alcuni tipi di tumori del sangue non sarebbero state possibili.

Si tratta di una cappa, in gergo tecnico una cella di manipolazione per radioisotopi, che consentirà al personale specializzato di creare un farmaco specifico, in grado di colpire le cellule tumorali, risparmiando quelle sane.
La cappa garantirà ai pazienti affetti da linfoma di derivazione dai linfociti B un trattamento innovativo in caso di mancata risposta, o di ricaduta, alla terapia convenzionale. L´elevato costo del macchinario, seessantaseimila euro, è stato interamente a carico dell´Admor.

«Un grande regalo», ammette il direttore generale dell´Azienda ospedaliera, Sandro Caffi. All´inaugurazione sono intervenuti il sindaco Flavio Tosi e l´assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, che ha ricordato la grande generosità dei veneti, che non si tirano mai indietro, quando c´è da dimostrare solidarietà verso il prossimo.
«Ma le donazioni sono anche la prova della fiducia nel nostro sistema sanitario, oltre che verso le associazioni», sottolinea Tosi. «Se non ci fosse stima, i cittadini non aderirebbero alle iniziative solidali».

L´idea di acquistare la cappa è nata già nel 2006, ma i costi molto alti impedivano di passare ai fatti. «Ci siamo rivolti all´Admor», racconta Fabio Benedetti, del Centro trapianti midollo osseo di Borgo Roma, «perché era impossibile per una grande azienda ospedaliera, come quella veronese, rinunciare a trattare i pazienti con i radioisotopi».
L´arrivo non è stato immediato, data anche la ristrutturazione cui il dipartimento di Medicina nucleare è andato incontro, ma da oggi finalmente sarà possibile offrire questo tipo di trattamenti ad un numero sempre maggiore di pazienti. «Un desiderio realizzato», conferma il presidente di Adoces Verona, Renato Toeschi. «La dimostrazione concreta del bene che facciamo con le donazioni dei cittadini».

Il funzionamento della cappa è spiegato da Marco Ferdeghini, Direttore del dipartimento di medicina nucleare del nosocomio. “Nella cella viene creato un composto che lega ad anticorpi diretti verso particolari tumori del sangue una sostanza radioattiva. Il farmaco così realizzato viene iniettato nel paziente per via endovenosa e va a colpire solo il bersaglio tumorale, il tutto avviene senza ricovero.”

“Senza”, conclude Giovanni Pizzolo, Direttore del dipartimento di ematologia, “non potremmo somministrare questo tipo di trattamento ai pazienti”.